Categoria: Traduzioni e documenti
Quando si porta in Italia un documento rilasciato all'estero — un certificato di nascita, un atto di matrimonio, un certificato penale, un diploma — spesso ci si chiede: basta tradurlo? Serve anche la legalizzazione? E cos'è l'apostille?
La risposta dipende dal paese di provenienza del documento e dall'uso che se ne deve fare. In questo articolo facciamo chiarezza una volta per tutte.
I tre scenari possibili
Scenario 1: basta la traduzione asseverata
Se il documento proviene da un paese dell'Unione Europea o da un paese con cui l'Italia ha accordi specifici di esenzione dalla legalizzazione, di norma è sufficiente far tradurre il documento in italiano con una traduzione asseverata (giurata) davanti a un tribunale italiano. Non serve nessun'altra formalità.
Scenario 2: apostille + traduzione asseverata
Se il documento proviene da un paese che ha aderito alla Convenzione dell'Aja del 1961 (i cosiddetti "paesi apostille"), prima di usarlo in Italia è necessario farvi apporre l'apostille nel paese di origine. L'apostille è un timbro ufficiale che certifica l'autenticità della firma e del sigillo del pubblico ufficiale che ha rilasciato il documento. Una volta apposta l'apostille, il documento va anche tradotto con traduzione asseverata in Italia.
Scenario 3: legalizzazione consolare + traduzione asseverata
Se il documento proviene da un paese che non ha aderito alla Convenzione dell'Aja, la procedura è più complessa: il documento deve essere legalizzato (autenticato) prima dall'autorità competente nel paese di origine, poi dall'Ambasciata o Consolato italiano in quel paese. Solo dopo può essere utilizzato in Italia, sempre con traduzione asseverata.
Cos'è l'apostille e come si ottiene?
L'apostille è un timbro standard internazionale, istituito dalla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, che certifica l'autenticità di un documento pubblico emesso in un paese aderente alla Convenzione. Attualmente vi aderiscono oltre 120 paesi, tra cui la gran parte dei paesi europei, le Americhe, molti paesi asiatici e africani.
L'apostille si ottiene nel paese che ha emesso il documento, rivolgendosi all'autorità competente (che varia da paese a paese: può essere il Ministero degli Esteri, il Tribunale, il Comune, o altro ente). Non si può ottenere in Italia: deve essere apposta all'estero, prima che il documento venga portato in Italia.
Quando NON serve né apostille né legalizzazione
Esistono situazioni in cui un documento straniero può essere utilizzato in Italia senza apostille né legalizzazione, ma solo con traduzione asseverata (o addirittura senza nemmeno quella):
- Documenti provenienti da paesi UE: molti atti dello stato civile (nascita, matrimonio, morte) emessi in paesi UE godono di semplificazioni previste dal Regolamento UE 2016/1191, che in alcuni casi elimina la necessità di traduzione e legalizzazione
- Documenti coperti da accordi bilaterali specifici tra l'Italia e il paese emittente
- Documenti presentati in contesti dove l'ente richiedente accetta documenti in lingua originale (raro, ma possibile per alcune università o enti privati)
I documenti più comuni e cosa fare
| Documento | Paese UE | Paese con apostille | Paese senza apostille |
|---|---|---|---|
| Certificato di nascita | Solo traduzione* | Apostille + traduzione | Legalizzazione + traduzione |
| Certificato di matrimonio | Solo traduzione* | Apostille + traduzione | Legalizzazione + traduzione |
| Certificato penale | Solo traduzione | Apostille + traduzione | Legalizzazione + traduzione |
| Diploma/titolo di studio | Verifica caso per caso | Apostille + traduzione | Legalizzazione + traduzione |
| Patente di guida | Solo traduzione asseverata | Solo traduzione asseverata | Solo traduzione asseverata** |
*In alcuni casi, il Regolamento UE può esonerare anche dalla traduzione.
**Per la conversione della patente estera, il requisito dell'apostille generalmente non si applica: basta la traduzione asseverata.
Attenzione: le regole possono cambiare
Le procedure di legalizzazione dipendono da trattati internazionali che possono essere modificati, e da prassi degli uffici che non sempre sono uniformi su tutto il territorio italiano. Quello che vale a Torino in Prefettura può differire leggermente da ciò che richiede un'università o un Comune.
Prima di avviare una procedura, è sempre meglio verificare i requisiti specifici dell'ente a cui si presenterà il documento.
Foto di Mathias Reding su Unsplash