Categoria: Pratiche per stranieri
Una delle domande più frequenti che ci vengono poste è anche quella a cui è più difficile rispondere con certezza: "Quanto tempo ci vuole per avere la cittadinanza italiana?". La risposta dipende da molti fattori, ma in questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sui tempi reali — non quelli teorici — e su cosa puoi fare per non rallentare ulteriormente il processo.
I tempi previsti dalla legge
La legge italiana prevede che il Ministero dell'Interno abbia a disposizione fino a 24 mesi per valutare una domanda di cittadinanza, sia per residenza che per matrimonio. In alcuni casi questo termine può essere prorogato fino a 36 mesi.
Questo significa che, nella migliore delle ipotesi, si parla di 2 anni di attesa dalla presentazione della domanda completa. Nella peggiore, tre anni.
Ma quanto si aspetta davvero?
Nella pratica, i tempi variano molto in base a diversi fattori:
- Completezza della documentazione: una domanda incompleta o con documenti non conformi viene sospesa, e i tempi ripartono praticamente da zero
- Carico di lavoro della Prefettura competente: alcune prefetture sono più rapide di altre
- Nazionalità del richiedente: alcune nazionalità richiedono verifiche più approfondite
- Periodo di presentazione: ci sono momenti dell'anno in cui le domande sono più numerose
In base all'esperienza pratica accumulata negli ultimi anni, i tempi medi reali si attestano tra i 20 e i 36 mesi per la maggior parte dei casi.
Le fasi dell'iter: cosa succede dopo che invii la domanda
Molte persone pensano che dopo aver inviato la domanda non ci sia più nulla da fare. In realtà l'iter si articola in più fasi:
Fase 1 – Istruttoria della Prefettura
La Prefettura verifica la documentazione presentata. Se manca qualcosa o un documento non è in regola, ti verrà inviata una richiesta di integrazione. Rispondere prontamente è fondamentale per non perdere tempo prezioso.
Fase 2 – Verifica del Ministero dell'Interno
Il fascicolo passa al Ministero, che esegue i controlli previsti dalla legge, tra cui verifiche sui precedenti penali e sulla sicurezza pubblica.
Fase 3 – Eventuale colloquio
In alcuni casi potresti essere convocato per un colloquio o per chiarimenti. Non è sempre richiesto, ma è bene essere preparati.
Fase 4 – Decreto di concessione
Se la domanda viene approvata, ricevi il Decreto di Cittadinanza. Da quel momento hai 6 mesi di tempo per presentarti al Comune di residenza e prestare il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.
Fase 5 – Il giuramento
È l'ultimo passaggio: dopo il giuramento sei ufficialmente cittadino italiano. Da questo momento puoi richiedere la carta d'identità italiana e, se vuoi, il passaporto.
Gli errori più comuni che allungano i tempi
Negli anni abbiamo visto molte pratiche rallentare per motivi evitabili. I più frequenti:
- Documenti del paese d'origine non tradotti o non asseverati correttamente
- Certificato penale estero scaduto al momento della presentazione (ha validità limitata)
- Redditi insufficienti o non documentati correttamente per gli ultimi tre anni
- Mancanza del certificato B1 di lingua italiana
- Errori nel pagamento del contributo di €250 o ricevuta non allegata correttamente
- Domanda presentata sul portale ALI con documenti nel formato sbagliato
Cosa puoi fare per velocizzare la pratica
Non si può influire sui tempi del Ministero, ma si può fare molto per evitare ritardi evitabili:
- Preparare tutta la documentazione prima di presentare la domanda, non dopo
- Verificare che i documenti stranieri siano validi, tradotti e asseverati
- Rispondere subito a qualsiasi richiesta di integrazione della Prefettura
- Tenere monitorato lo stato della pratica sul portale ALI
Affidarsi a chi conosce la procedura fa la differenza
La burocrazia italiana può essere complicata anche per chi ci è cresciuto. Per chi viene dall'estero, orientarsi tra portali ministeriali, documenti da asseverare e requisiti in continua evoluzione è ancora più impegnativo.